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INFORMAZIONI RAEE

Cosa sono i RAEE

RAEE

I RAEE (Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche - in inglese WEEE Waste of Electric and Electronic Equipment) consistono in qualunque apparecchiatura elettrica od elettronica guasta, obsoleta o semplicemente inutilizzata e, quindi, destinata a diventare rifiuto. Tali rifiuti non possono essere gettati nei normali cassonetti o smaltiti in discarica, ma necessitano di una raccolta separata al fine di recuperare le molte materie riciclabili (metalli, plastiche, vetro, ecc.) e di smaltire in sicurezza le componenti inquinanti. Il simbolo raffigurante un bidone per la spazzatura, barrato, indica la necessità di una raccolta separata delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Norme di riferimento - D.Lgs. 151 25 luglio 2005

Con il d.lgs. 151/05 il legislatore italiano ha dato attuazione alle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonchè allo smaltimento dei rifiuti. Il decreto, in particolare, stabilisce misure e procedure finalizzate a:
1. prevenire la produzione di RAEE
2. promuovere il reimpiego, il riciclaggio e le altre forme di recupero dei RAEE, in modo da ridurne la quantità da avviare allo smaltimento. L'obiettivo è di raccogliere, entro la fine del 2008, almeno 4kg di RAEE in media per abitante
3. migliorare, sotto il profilo ambientale, l'intervento dei soggetti che partecipano al ciclo di vita di queste apparecchiature (i produttori, i distributori, i consumatori e gli operatori direttamente coinvolti nel trattamento dei RAEE)
4. ridurre l'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

I clienti privati, per smaltire i RAEE in loro possesso, si devono rivolgere alle piazzole ecologiche del proprio comune.


Cosa si intende per rifiuti di pile ed accumulatori

Si definisce «pila» o «accumulatore» una qualsiasi fonte di energia elettrica ottenuta mediante trasformazione diretta di energia chimica, costituita da uno o più elementi primari (non ricaricabili) o secondari (ricaricabili). Al fine di ridurre al minimo la produzione di rifiuti e, conseguentemente, di tutelare l'ambiente, le pile e gli accumulatori dismessi devono essere raccolti e smaltiti separatamente. Pertanto, anche tali prodotti devono riportare il simbolo del cassonetto barrato sul prodotto stesso e/o sulla confezione o sul foglio illustrativo. L'obiettivo è quello di conseguire entro il 26 settembre 2012 un tasso di raccolta minimo, anche su base regionale, pari al 25 per cento del quantitativo immesso sul mercato e del 45 per cento entro il 26 settembre 2016.


Norme di riferimento - D.Lgs. 188 20 Novembre 2008

Con il Decreto Legislativo n. 188 del 20 novembre 2008 che recepisce la direttiva europea 2006/66/CE, si disciplina l'immissione sul mercato italiano delle pile e degli accumulatori nonchè la raccolta, il trattamento, il riciclaggio e lo smaltimento dei rifiuti di pile ed accumulatori.
Il decreto 188/08 vieta l'immissione sul mercato (a partire dal 18/12/08):
•di tutte le pile o accumulatori, anche incorporati in apparecchi, contenenti più di 0,0005 per cento di mercurio in peso (escluse le pile a bottone con un tenore di mercurio non superiore al 2 per cento in peso)
•di pile o accumulatori portatili, compresi quelli incorporati in apparecchi, contenenti più dello 0,002 per cento di cadmio in peso (tale divieto non si applica alle pile e agli accumulatori portatili destinati ad essere utilizzati in sistemi di emergenza e di allarme, comprese le luci di emergenza; attrezzature mediche; utensili elettrici senza fili).

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